martedì 9 marzo 2010

Sì, certo, certo... A come Andromeda, parole in totale libertà



http://www.carmillaonline.com/archives/2010/02/003365.html#003365

Caro Genna, forse è meglio se lasci perdere fantascienza e tv, non pare decisamente il tuo campo.


Fred Hoyle

6 commenti:

maxciti ha detto...

Genna ha il pregio - e il difetto - di non avere peli sulla lingua. Piace anche per quello. Ma talvolta tende a straparlare, ovvero a parlare un po' a caso, demolendo anche cose che - evidentemente - non capisce o non ha capito. Vero che Andromeda era lento, ma è stato comunque qualcosa nella storia della sf in TV, particolarmente in Italia. Condivido il consiglio di occuparsi delle cose che conosce :)

Vincenzo Oliva ha detto...

Genna è per solito di piacevole lettura, concordo. In questo caso non ha però applicato l'aurea regola di comprendere prima di scrivere :-). Un suo difetto peggiore, in verità - difetto comunissimo tra gli uomini di cultura italiani - è quello di tendere assai alla conventicola. Troppe volte gli è capitato di celebrare su Carmilla libri e autori che sono autentici pacchi, ma che nel cuor gli stanno.

V.

MCP ha detto...

Casomai ci sarebbe da lamentarsi che, dopo gli anni '70, la fantascienza sia quasi scomparsa dalle nostre produzioni di fiction televisiva, in favore di tutt'altro, relegando per sempre la FS nel ghetto dell'etere.

Anche indipendentemente dal valore dello sceneggiato (che a me e' piaciuto molto), trenta/quarant'anni fa almeno si sperimentava ancora qualcosa, e guarda un po' lo faceva la Rai considerata "ingessata" di quei tempi.

Vincenzo Oliva ha detto...

Si sperimentava, e spesso si coglieva nel segno. A come Andromeda è indubbiamente lento, ed è proprio questo a conferire alla narrazione la sua maestosità. La recitazione è teatrale, per conseguenza e presupposto. Ed è ciò che dà corpo alla sottile seduzione ipnotica di quelle immagini in bianco e nero così stranianti.

V.

MCP ha detto...

E poi, diciamolo: gli sceneggiati classici avevano tutti un impianto tetrale, gli attori venivano da li' (piu' ancora che dal cinema), il sonoro era in presa diretta, le luci in interno erano tipiche come l'uso del nastro magnetico al posto della pellicola; il mezzo televisivo e gli effetti speciali disponibili imponevano sobrieta' ma non limitavano l'inventiva, anzi! - insomma, lo STILE era quello, sia che si facesse sceneggiato storico, sia che si facesse avventura o fantascienza.

Il che non vuol dire che Andromeda non fosse innovativo la sua parte, ma che si inseriva in un binario consolidato, anche perche' di matrice anglosassone - lo stesso sceneggiato era infatti stato girato nel 1961 in UK : non l'ho visto (pare sia andato perduto), ma se si guarda una puntata di Doctor Who degli anni '60, beh, lo stile e il linguaggio televisivi sono gia' quelli. E Doctor Who era una GRANDE serie gia' all'epoca, by Jove!

Vincenzo Oliva ha detto...

Parole giustissime!

V.